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Tra opportunità medica e responsabilità etica: il futuro della chirurgia robotica

Ogni anno in Italia vengono effettuati circa 5 milioni di interventi chirurgici. Sempre più spesso, ad affiancare l’equipe medica in sala operatoria, c’è anche un robot. Le innovative tecnologie robotiche, infatti, vengono utilizzate per un numero sempre maggiore di operazioni.

Il robot, infatti, permette di ingrandire varie volte l’immagine del campo operatorio, che risulta in questo modo nitido e pulito, e di compiere movimenti impossibili per la mano umana, fosse anche quella del miglior chirurgo in circolazione. In ambito oncologico, è provato che la tecnologia robotica riduca il rischio di recidive, poiché grazie alla visione amplificata e migliorata è più facile asportare tutto il tessuto malato.

Anche in ambito ortopedico il chirurgo robot sta prendendo sempre più campo. Grazie alle  sue sottili “braccia” – una porta la telecamera 3D ad alta definizione, le altre operano come mani e portano gli strumenti operatori, telecomandati dal chirurgo umano – è possibile operare con tecniche mini-invasive, che riducono di molto il dolore post-operazione del paziente.

In particolare, la chirurgia protesica robotica – in Italia, la Clinica San Francesco di Verona rappresenta un punto di riferimento a livello europeo per interventi chirurgici di questo tipo al ginocchio e all’anca – permette di minimizzare, rispetto alle operazioni “tradizionali”, le complicanze durante le fasi di impianto di protesi e di ridurre notevolmente i tempi di recupero della persona operata.

In conclusione, grazie alla tridimensionalità del campo visivo e ai movimenti più ampi, stabili e precisi dell’arto meccanico, che può ruotare di 360 gradi, con i chirurghi robot – rappresentanti della naturale evoluzione della tecnologia chirurgica laparoscopica – è possibile operare in modo mini-invasivo, e con migliori risultati, anche pazienti che prima, a causa dell’alta complessità dell’intervento, non potevano essere trattati in altro modo.

Negli ultimi nove anni, dal 2008 ad oggi, gli interventi chirurgici robotici ad alta complessità sono decuplicati. La chirurgia basata sulla collaborazione tra esseri umani e robot, in questo arco di tempo, è stata applicata ai più disparati ambiti medici: dai manipolatori soft per la chirurgia addominale all’endoscopia indolore, passando per la terapia vascolare, i sistemi di assistenza per la sostituzione di organi in caso di insufficienza cardiaca e molto altro.

La robotica dei servizi è un settore in continua evoluzione, destinato a crescere enormemente nei prossimi anni. Con se, ammoniscono gli analisti, porterà la necessità di ridiscutere, anche a livello normativo, tante questioni di carattere legale, come la responsabilità degli eventuali rischi derivanti dall’uso dei robot in sala operatoria, di carattere etico e di adeguata formazione in materia per i giovani medici. Ultima ma non ultima, la questione economica: i costi delle tecnologie mediche robotiche sono ancora altissimi, in un settore dove i tagli sono all’ordine del giorno.

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