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Protesi monocompartimentale ginocchio: tutto quello che c’è da sapere

Quello che c’è da sapere subito è, innanzitutto, la disinformazione che tuttora esiste nel nostro Paese in riferimento alla protesi monocompartimentale ginocchio ed alla tecnica chirurgica mini invasiva con tutti i suoi vantaggi ed i suoi successi.

Vicende gravi come lo scandalo dell’ex primario del Cto-Pini di Milano Norberto Confalonieri non aiutano di certo a stimolare la fiducia dei pazienti: danneggia, innanzitutto, i pazienti vittime di certe mostruosità ma anche specialisti della chirurgia mini invasiva che lavorano ogni giorno per migliorare la qualità della vita delle persone.

Specialisti molto apprezzati ed amati dai pazienti come Il Dott. Michele Massaro che, il 7 febbraio 2017, ha registrato un primato importante: è, a tutti gli effetti, il primo chirurgo in Italia ad aver eseguito un impianto simultaneo di 3 protesi (una protesi anca destra e due protesi monocompartimentali al ginocchio sinistro) attraverso un intervento durato complessivamente due ore (il tempo necessario per eseguire un impianto di protesi anca tradizionale).

Intervento perfettamente riuscito, un vero successo passato in sordina. Probabilmente, fa più notizia lo scandalo che il successo meritato a pieni voti da chi crede fortemente in quello che fa. La 63enne romana operata dal Dott. Massaro sta bene, la qualità della sua vita è migliorata e lo ringrazia.

Protesi monocompartimentale ginocchio e protesi totale

Gli specialisti impegnati ogni giorno ad eseguire interventi per l’impianto di protesi anca, protesi ginocchio e protesi monocompartimentale ginocchio non si limitano a fare i chirurghi: seguono i loro pazienti, li assistono, li consigliano durante le varie fasi, dalla prima visita fino alla completa guarigione, dalla fase di pre-ricovero a quella post-operatoria e riabilitativa.

Prima di decidere per l’intervento, le loro valutazioni e le verifiche sono accurate. Ancora oggi, pazienti che passano attraverso gli ospedali non vengono informati riguardo a questa possibilità e soluzione avanzata, la migliore attualmente, e spesso si vedono impiantare una protesi totale tradizionale (con tutte le conseguenze del caso) piuttosto che una protesi parziale. Perché consigliare una protesi totale quando si può ricorrere, in certi casi, alla protesi monocompartimentale ginocchio detta anche parziale?

Protesi parziale: quando è possibile e perché conviene

I compartimenti del ginocchio sono tre: mediale (l’area interna), laterale (esterna) e femoro-rotuleo (posto nella parte anteriore, tra rotula e femore). Impiantare una protesi compartimentale ginocchio o parziale significa ricostruire esclusivamente la parte danneggiata, un solo compartimento compromesso del ginocchio, non toccando e salvando tutto il resto, le parti sane e non danneggiate dall’artrosi (gonartrosi), lasciando intatti i legamenti crociati. C’è un estremo rispetto per il corpo umano in tutto questo considerando, oltretutto, i materiali di indiscussa qualità utilizzati dalla tecnica chirurgica mini invasiva avanzata. Non tutti, però, possono ‘permettersi’ l’impianto di una protesi monocompartimentale ginocchio.

L’intervento è sconsigliato a:

  • Pazienti ultrasessantenni che riportano una lesione del legamento crociato (posteriore o anteriore);
  • Persone affette da artrite reumatoide in quanto l’infiammazione derivante dall’artrite di solito danneggia tutta l’articolazione;
  • Soggetti che presentano gravi deformità tibiali o femorali;
  • Persone che presentano una contrattura del ginocchio in flessione che supera i 15 gradi;
  • Pazienti con deformità in varo superiore ai 20 gradi;
  • Soggetti con valgo maggiore di 20 gradi;
  • Soggetti con flessione inferiore a 90 gradi;
  • Persone affette da condrocalcinosi e artropatia cristallina;
  • Giovani impegnati nello sport a livello agonistico;
  • Adulti obesi.

Se l’artrosi colpisce uno solo dei 3 compartimenti del ginocchio – causando seri danni alla cartilagine fino a diventare invalidante – tutti gli altri (non presenti nella lista appena riportata) possono essere sottoposti ad intervento per farsi impiantare la protesi monocompartimentale ginocchio attraverso una tecnica chirurgica affidabile e di sicuro successo a lungo termine se, ovviamente, il paziente si affida a specialisti del settore seri, preparati ed onesti. L’intervento è indicato anche per pazienti affetti da osteonecrosi del condilo femorale.

Tutti i vantaggi della protesi monocompartimentale ginocchio

Rispetto alla protesi ginocchio tradizionale totale, la protesi parziale:

  • Preserva i legamenti crociati del ginocchio (se risultano sani);
  • Riduce l’incisione della pelle (8 cm circa);
  • Assicura una perdita di sangue minore durante l’intervento;
  • Provoca meno dolore e gonfiore dopo l’operazione;
  • È a basso rischio di infezione;
  • L’intervento dura meno di quello tradizionale (un’ora circa);
  • I tempi di recupero sono più rapidi (il paziente riprende le normali attività quotidiane dopo 6 settimane);
  • Si verifica una tolleranza immediata al carico e all’esercizio;
  • Porta ad una maggiore mobilità;
  • Si può convertire in protesi totale se, nel frattempo, l’artrosi colpisce altri compartimenti del ginocchio.

La protesi monocompartimentale ginocchio dura mediamente 20-25 anni, può essere sostituita facilmente e con meno rischi rispetto alla protesi totale.

Protesi bi-monocompartimentale e bilaterale

Si possono impiantare contemporaneamente due protesi monocompartimentali nel ginocchio. Questo tipo di intervento, noto come impianto bi-monocompartimentale, serve a sostituire 2 dei 3 compartimenti del ginocchio compromessi dalla gonartrosi. L’intervento che, invece, serve ad impiantare simultaneamente una protesi per ogni ginocchio viene denominato protesi bilaterale parziale.

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