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Il benessere ambientale negli spazi chiusi

La qualità dell’aria che respiriamo negli ambienti chiusi è molto importante dal punto di vista del nostro benessere, soprattutto se teniamo conto del fatto che la maggior parte di noi trascorre la giornata tra le mura di casa e tra le mura di un ufficio. Ecco perché è fondamentale accertarsi che le condizioni di tali location assicurino la salute delle persone, sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista fisico. Si parla, a questo proposito, di comfort ambientale, un concetto che può essere indicato anche con la sigla IEQ, acronimo di Indoor Environmental Quality: si tratta, in sostanza, del benessere ambientale indoor, il quale chiama in causa – a sua volta – la soddisfazione di differenti tipologie di benessere.

Come si può leggere sul blog del sito www.muffaway.it, il benessere ambientale indoor si articola nel benessere visivo, nel benessere acustico, nel benessere respiratorio e olfattivo e nel benessere termico e igrometrico: il primo ha a che fare con il livello di luminosità, il secondo ha a che fare con il livello di rumorosità, il terzo ha a che fare con la qualità dell’aria e il quarto ha a che fare con la velocità, con l’umidità e con la temperatura dell’aria. Tali classi sono legate l’una con l’altra, e determinano il comfort ambientale negli spazi chiusi.

Il benessere termico e igrometrico si ottiene nel momento in cui una persona non sente né freddo né caldo all’interno dell’ambiente in cui si trova: ciò vuol dire che non è giusta solo la temperatura dell’aria, ma lo è anche quella del pavimento. In questo modo, non c’è una differenza di temperatura eccessivamente alta tra le caviglie e la testa, e si è nelle condizioni di indossare vestiti adeguati. Per quel che riguarda il benessere olfattivo e respiratorio, lo si raggiunge solo nel caso in cui non siano presenti acari, muffe, radon o altri inquinanti nell’aria, o comunque quanto la loro concentrazione è tale da poter essere considerata non pericolosa per la salute delle persone.

Mentre il benessere visivo permette alle persone di svolgere tutti i compiti visivi che devono assolvere nella maniera più adatta, quello acustico si caratterizza per l’assenza di vibrazioni e di rumori, che potrebbero limitare la qualità del sonno o comunque provocare danni dal punto di vista della capacità di apprendimento e di concentrazione.

Come si può ben capire, per il comfort ambientale indoor sono molte le variabili in gioco: il fatto che le si possa controllare senza problemi tanto in fase di progettazione quanto in fase di utilizzo di un edificio è senza dubbio positivo, anche se la realtà dei fatti poi porta a notare che non sono rare le circostanze nelle quali ci si ritrova a frequentare ambienti che non possono essere ritenuti salubri a sufficienza. La colpa può essere individuata in un errore compiuto in fase progettuale, che ha dato origine a camere buie o fredde, o magari nel desiderio di puntare più sul risparmio di energia che non sul comfort ambientale. Non sempre, infatti, il benessere viaggia di pari passo con il contenimento dei consumi, pur conveniente economicamente.

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